ROMAGNA MIA RINASCE NEL VIOLINO DI DESISLAVA KONDOVA

Fuori il 25 febbraio per Casadei Sonora, una versione inedita che unisce tradizione romagnola e sensibilità internazionale, guidata dal tocco magico di un violino capace di emozionare!

Ascolta il il brano

Una interpretazione intensa e profondamente evocativa del brano cardine della cultura romagnola, Romagna Mia, ci arriva questa volta dall’est-europa e condivide con l’autore Secondo Casadei, proprio lo stesso strumento, il violino, fatto vibrare dall’artista bulgara, riminese di adozione, Desislava Kondova.

Desislava prima violinista della Filarmonica dell’Opera di Bulgaria a soli 9 anni e in orchestre internazionale come la “Sofia Philharmonic Orchestra”, la “New Simphony Orchestra”, è protagonista di una carriera artistica di respiro internazionale. Si è esibita come solista e in ensemble in dieci Paesi, collaborando con artisti e musicisti di fama mondiale, tra cui Chicago, Lara Fabian, Randy Goodrum, Janey Clewer, Bruce Gatish (Madonna, Ray Charles, Elton John, Michael Bolton) e Mark Jordan (Rod Stewart, Cher, Diana Ross,

Chicago), con i quali ha realizzato album interi come co-autrice, arrangiatrice ed esecutrice, con il suo tocco magico di violino. Pluripremiata, ha ottenuto numerosi riconoscimenti in prestigiose competizioni nazionali e internazionali, confermandosi come una delle interpreti più sensibili e carismatiche del panorama musicale contemporaneo.

Questa volta sceglie di omaggiare la sua Romagna, in seguito a un contatto profondo con Riccarda Casadei:

“Realizzare la mia versione di Romagna mia è stato un viaggio personale, ispirato dall’incontro con Riccarda Casadei e dalla visita al museo dedicato a suo padre Secondo. Le storie appassionate di Riccarda e della nipote, che dipingevano Secondo come un uomo innamorato della musica, mi hanno profondamente toccato. Ho scoperto che Secondo amava il tango, e ho scelto di reinterpretare questa passione con il ritmo ipnotico e passionale dell’habanera, che per me evoca l’anima vibrante e nostalgica della Romagna. Il mio arrangiamento trasforma il 3/4 originale in un 4/4, donando al brano una nuova energia, ma sempre radicata nella tradizione. Se mi chiedessero perché ho scelto di fare questa elaborazione, risponderei che non lo so con certezza: ho semplicemente sentito il bisogno di farla, come un richiamo della musica stessa. Mi sono ritrovata nel mio studio e ho scelto per questo brano di affidarmi completamente a me stessa sotto gli aspetti di produzione e arrangiamento, suonando tutti gli strumenti.”

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