NOME: Gianluca
COGNOME: Vincenzi
PROFESSIONE: Sindaco di Gatteo
SEGNO ZODIACALE: Pesci
CARATTERE: simpatico ed emotivo
SEGNI PARTICOLARI: romagnolo doc
Insieme a Gianluca Vincenzi, sindaco di Gatteo,vogliamo fare un vero e proprio viaggio nei luoghi, nelle tradizioni e nella musica.
Ciao a tutti! Dall’autostrada A14 , uscendo al casello “Valle del Rubicone” siamo a Gatteo, a 700 metri da Piazza Vesi che è il cuore pulsante del nostro comune, però è anche una “porta” sulla nostra fetta di riviera romagnola, ma soprattutto sulla nostra romagnolità… anche perché noi abbiamo così la fortuna di aver dato i natali a colui che dell’emblema della Romagna ne ha fatto un’arte: il maestro Secondo Casadei, che in particolare con la sua musica e con “Romagna mia” ha veicolato la terra di Romagna, gli usi, la sua gente, i suoi contenuti, perché noi attraverso la musica , la gastronomia, il grande spirito di cordialità ed ospitalità abbiamo fatto il “brand Romagna”, e Gatteo credo che lo rappresenti appieno!
Un “ombelico del mondo” per noi romagnoli che ha puntato molto sull’ospitalità, la cordialità, la tradizione….e anche sulla musica.
Gatteo è un comune turistico che ha un indotto veramente interessante ed il nostro turismo è supportato essenzialmente da quello che siamo noi (quello che è la Romagna, la musica, la cucina…) e dalla nostra grande generosità.
L’anno scorso abbiamo “acceso” un anno molto particolare , il cinquantenario della scomparsa di Secondo Casadei, con l’accensione delle luminarie della canzone “Romagna Mia” sul lungomare di Gatteo, insieme alla grande serata de “La Milanesiana”. Siamo partiti con questa iniziativa di mettere a sigillo le parole di questa canzone con le luci che brillavano in un cielo bellissimo anche per metterle ancora più in evidenza , se ciò fosse servito, perché le parole di “Romagna Mia” in realtà le conosce tutto il mondo e quindi non eravamo certo noi che avevamo necessità di farlo! Però era un modo per mettere una luce su quelle tenebre che stavano così “offuscando” tutte le nostre vite che questa maledetta pandemia purtroppo ancora oggi presente ci stava portando. E quindi avevano un segnale duplice: uno il ricordo del nostro cittadino, forse più illustre che il comune di Gatteo ha mai avuto, e dall’altra un po’ di speranza di luce in fondo a un tunnel dopo una primavera molto triste. Oggi siamo qua a combattere ancora e quindi posso già anticipare che quelle luci si sono riaccese di nuovo.
Sei un sindaco amato e molto presente sui social…
Ho vissuto questi 10 anni di vita che ho avuto l’onore di poter donare al mio comune e l’ho fatto con estremo piacere e dedizione, perché sono occasioni che non capitano spesso. Mi ritengo fortunato che per due volte i concittadini mi hanno concesso questa opportunità. E quindi insieme ai ragazzi di tutta la giunta comunale ho cercato di dare un significato magari diverso a quello che è la figura dell’amministratore, che è un concittadino come tutti gli altri che ha il dovere e la possibilità di prendere delle decisioni a nome di tutti. E queste decisioni hanno sempre avuto un obiettivo: quello di migliorare la qualità della vita di ognuno di noi. A volte ci siamo riusciti a volte no magari, però le decisioni prese son state sempre fatte per il bene delle persone che avrebbero inciso su queste decisioni. Questo ci ha condotto a trattare tutti allo stesso modo, tutti cittadini sono uguali, le esigenze di tutti sono la priorità della giornata e a mettere in piedi una filosofia amministrativa che guardasse avanti e mettesse le basi per costruire una comunità che, a nostro avviso andava un allegerendosi un po’ troppo di campanilismo, di senso di appartenenza , e quindi abbiamo iniziato un percorso di ricostruzione rendendo idonei i nostri bambini e ragazzi a trovare tutte quelle opportunità di cultura, sport, passatempo senza doverlo andare a cercare in giro in altri comuni, cercando di costruire un senso di appartenenza e un po’ più di amore verso il proprio luogo, la propria città, i propri residenti e quant’altro.
Quale canzone firmata Casadei preferisci?
Forse sembrerò banale: Romagna Mia. Per me ha un significato particolare. E lo ha assunto in momenti non sospetti. Andai in gioventù in vacanza in montagna a sciare, frequentavo Auronzo di Cadore, una località turistica, e una sera ho assistito a una gara di hokey su ghiaccio e, quando ho sentito l’inno locale di Auronzo che era in realtà Romagna Mia con parole loro, mi si è acceso qualcosa che di lì in poi, anche se non ero un praticante della musica folcloristica, non mi ha più abbandonato. Oggi tutte le volte che la sento mi dà questo senso di appartenenza e legame molto forte alla mia Terra. Un senso di identità che mi crea sempre grandi emozioni. Sempre.
