Intervista: Bruno Malpassi

NOME: Bruno    
COGNOME: Malpassi
PROFESSIONE: Ballerino   
SEGNO ZODIACALE: Vergine
CARATTERE: determinato 
SEGNI PARTICOLARI: da autodidatta a… Maestro!

BRUNO MALPASSI – GRUPPO FOLK ITALIANO ALLA CASADEI
Diamo il benvenuto al Maestro Bruno Malpassi del Gruppo Folk Italiano Alla Casadei. Partiamo subito col raccontare in breve la storia di questa scuola, fondata tantissimi anni fa, forse una delle più antiche; no – ci corregge subito – è la prima in assoluto!

Siete partiti in che anno, Maestro?
Nel 1973 come scuola, ma è un caso particolare nel senso che allora c’era ancora  Augusto Fabbri di Forlì. Vinsi il primo Campionato Romagnolo nel 1968 (ballando sempre con mia moglie Anna) e una bella sera mi trovo una coppia di genitori di Massa Lombarda col loro bambino, Roberto, chiedendomi di insegnare la mazurca al figlio. Ero spiazzato, pensavo di non essere in grado di farlo. Tutto quello che sapevo fare lo avevo imparato guardando gli altri. Dopo la loro insistenza provai. Iniziai con un due tre, (il tempo musicale del valzer e della mazurca, in ¾,  mentre la polka è in 2/4), comunque riesco a insegnare a questo ragazzino e fisso una data  per far vedere la prima coppia di bambini in Romagna, mai vista al mondo, a San Vittore di Cesena. Ci tenevo molto a farla vedere al Maestro Secondo Casadei. Il caso ha voluto che (qui si emoziona il Maestro Malpassi) morì 8 giorni prima che potessimo fargli vedere la nuova giovane coppia. Appena salì Raoul  a capo della formazione portai poi a lui la novità. Mi trovai dopo l’esibizione con un sacco di mamme intorno a casa che insistevano nell’insegnare alle figlie i passi di danza folk. Partì così la prima scuola di ballo folk in Romagna a Ravenna! 

Come è nata questa sua passione per il ballo?
Mio babbo organizzava le serate durante l’inverno perché allora  – sottolinea – si poteva ballare solo durante il carnevale. Praticamente sono nato nelle sale da ballo! 

Quest’anno, al Festival di Sanremo, Monia e Bruno hanno orgogliosamente indossato l’abito tradizionale del Gruppo Folk Italiano Alla Casadei, che da sempre ci rappresenta in Italia e nel mondo, creato da Anna Patuelli (sua moglie) – inaugurato a fine anni 60 – insieme agli ExtraLiscio.  Che emozione è stata?
Nel 1968 non c’erano le possibilità, non c’erano soldi, però la passione fa fare questo ed altro!  Andammo a Torino a sentire l’Orchestra Casadei. Al termine dell’esibizione ci raggiunse il proprietario del locale  – Maestro Gallo – per farci i complimenti e mi fece un’osservazione: mi disse che secondo lui dovevamo indossare la camicia contadina, bianca, i calzoni alla zuava, il fazzoletto  al collo. Mia moglie, che faceva la sarta, ha preso spunto da questo consiglio, dopo diverse ricerche si è inventata il costume. Poterlo indossare sul palco di Sanremo? Una emozione indescrivibile …

C’è una canzone firmata Casadei che preferisce?
Sono un grande appassionato. Secondo quando aveva un brano nuovo mi contattava e non vedeva l’ora di farmelo ascoltare. Le amo tutte. Il valzer più ballato è “Tramonto”.

Visto che ha conosciuto Secondo Casadei, se  ci fosse la possibilità di dirgli qualcosa cosa gli direbbe?
Per me e mia moglie è stato un secondo padre. Ha avuto sempre un grande riguardo. 

Volevo anche ricordare la presenza di Monia, sua figlia, che negli anni è aumentata di importanza; insieme avete insegnato e gestito il Gruppo.
Qui – con voce molto emozionata – da una parte mi scuso, dall’altra  sono contento  perché  certe cose  bisogna guadagnarsele.  Lei se l’è guadagnata!  Perché io avendo il gruppo e non volevo far vedere che avevo delle preferenze per lei, non l’ho mai trattata con i guanti di velluto… con il senno di poi, credo di aver fatto bene.  Tutto ciò che è diventata se l’è guadagnato da sola. E non perché è mia figlia ma credo sia uno “scalino” sopra di me”!!

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